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“Rinascita” |
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di Domenico Oliveri |
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E’ posta al centro del vivere
quotidiano. Imponente è la sua statura, come una lapide è il suo colore, la
sua forma si fa beffa del rigor di logica. Guarda con arroganza e disprezzo
la gentil linea. Ingaggia, a singolar tenzone, battaglia contro lo
scalpellio del provetto scultore. Ella cadde, mai sconfitta, sotto il peso
del suo baldore, ma promette di essere ancora in vigore. Specchio dei nostri
pensieri, riprova dell’umana imperfezione, emblema imperituro di sottile e
gioiosa tracotanza, essa è il simbolo della nostra rinascita.
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Amara
quotidianità |
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di Domenico Oliveri |
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La piazza piange un suo figlio, per
troppe volte oltraggiato, sbeffeggiato ed insultato, maltrattato e
picchiato, ingannato e poi rovinato. Egli amo ed odio il suo appartenere, si
cullò nell'illusione che un giorno, non troppo lontano, tutto sarebbe
cambiato, come trasformato ebbe a diventare il suo essere e divenire. Piange
il cuore di una madre, soffre quello di un padre vedendo il frutto del
proprio amore lentamente e inesorabilmente morire. Giorno dopo giorno
appassisce il vigore della gioventù, cresce l'angoscia per un destino
scritto con la penna di un'altro. Scappare o restare, sopravvivere o perire?
La scelta invade le nostre menti, il tempo reclama impietoso una decisione. |
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Animo umano |
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di Domenico Oliveri |
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Cercare di scrutare
l’animo umano è come sedersi in riva al mare. Pensiamo di conoscere tutto di
quell’enorme massa d’acqua che si estende all’orizzonte. Possiamo osservarlo
quando è calmo o agitato, lo percepiamo caldo o freddo, lo vediamo tingersi
di blu, verde, grigio o nero. Ne annusiamo l’odore. Ammiriamo la sua vastità
e ne intuiamo la profondità. Il sole l’orna con
scintillio dorato, vestendolo di un abito regale. Ma, ahimè, ne conosciamo
solo una parte: quella in superficie. |
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Costa Viola.
Una tranquilla domenica di dicembre |
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di Domenico
Oliveri |
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L’aria profuma di
salsedine e le onde del mare si susseguono incessanti, a riprova
dell’umana finitezza. I gabbiani volano alti nel cielo,
incuranti degli sguardi curiosi che su di essi si posano.
Volteggiano nell’etere, disegnando linee immaginarie nella mente
di quanti amano e odiano le profondità dell’essere umano.
L’immaginazione perduta dell’infanzia riaffiora, ricreando
piacevolissime sensazioni spesso smarrite nelle preoccupazioni e
incertezze della vita quotidiana.
Una lunga passeggiata , accompagnato da pensieri e mille
problemi, in riva al mare, laddove i mulinelli dell’acqua
s’infrangono sugli scogli. Più di cento risposte e di mille
volte cento di domande senza risposta, può la forza di un moto
perpetuo, che ogni giorno è lì a ricordarci che tutto passa,
come la carezza di una persona amata. Avvolto da un
caleidoscopio di colori il cuore si rinfranca, per poi sentirsi
naufrago in un oceano di passioni.
Chiome d’argento ornano i monti che, con violenza imperitura, si
scagliano funesti nelle profondità del mare. Ma la dolcezza e il
tepore di un orizzonte pieno d’amore, spegne l’ardore.
Il vento soffia portando con sé profumi lontani e la mente corre
oltre l’orizzonte, in terre lontane dove, forse, esiste l’amore. |
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