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Dopo il distacco di Palmi da
Seminara, avvenuto il 22 dicembre 1634, la città della ceramica incominciò a
perdere quell’importanza che per secoli detenne, e, tanto più Palmi
progrediva soprattutto nelle attività commerciali data la sua posizione sul
mare, tanto più Seminara perdeva d’importanza. Ciò era anche possibile perché ormai le coste ed i paesi rivieraschi non
erano più minacciati dai Turchi.
Tra Palmi e Seminara si accese una lunga disputa riguardo alcuni privilegi
che la città tirrenica riteneva di avere acquisito, nel periodo in cui era
ancora casale di Seminara. Dispute sui confini, sul mercato, sulle entrate,
sulla pesca ed altri diritti che i Signori delle due città fomentavano in
continuazione soprattutto per tutelare ed incrementare i loro interessi.
Le dispute tra le due comunità continuarono ancora per molto tempo e, delle
volte, si ricorreva anche all’uso delle armi per la conquista dei pretesi
diritti coinvolgendo interamente tutti i cittadini.
II 13 giugno del 1780, alcune persone facoltose di Palmi, per meglio
difendere la città dalle pretensioni di Seminara, di alcuni individui e dal
duca Spinelli stesso, stipularono col Notaio Francesco Colloidi, l’atto
titolato “Istrumento d’unione e collegazione fatto fra diversi particolari
cittadini”.
Quest’atto, invece di rivelarsi ancor di più motivo per acuire i contrasti e
le inimicizie tra le due comunità, fu invece lo stimolo che diede il via ad
una riappacificazione tra le due città perché, finalmente, si era riusciti
ad individuare che l’avversario da combattere era solo il duca Spinelli che
fomentava ogni cosa esclusivamente per i propri interessi.
L’anno successivo, infatti, e precisamente il 14 luglio 1781 e sempre con lo
stesso Notaio, fu sancita tra Palmi e Seminara la “pace storica” e la lotta
univoca contro il feudatario. L’atto dal titolo “Convenzione fatta e passata
tra li Sindaci di Seminara, questi di Palmi ed altri cittadini” stabiliva,
tra l’altro, che: “Avendo conosciuto con esattezza di insigni professori le
chiare ragioni e pretenzioni che le due città di Palmi e Seminara avanzano
in merito al Regio Demanio anche con pubbliche scritture e per togliere il
vassallaggio e la macchia di soggezione del Duca di Seminara e Palmi,
decidono di comparire d’ora in poi unite nella Regia Camera e in qualsiasi
altro luogo per difendersi e tutelare i loro diritti feudali contro il
Principe di Cariati attuale Signore delle due città. Di pagare assieme le
somme dovute per le cause per dare maggiore fermezza e possibilità di
vittoria”. |