Ultimo aggiornamento 09/02/2008

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a cura di Domenico Oliveri

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Incontro di pellegrini a Villa S.Giovanni di A. Ligato

Più di cento pellegrini provenienti dai paesi limitrofi, hanno incontrato padre Celeste Cerroni, il missionario de La Salette che svolge la sua attività pastorale a Salmata, località vicino a Nocera Umbra. La riunione, rientrava nell’annuale ciclo di conferenze e dibattiti per programmare i prossimi viaggi religiosi. Il tema su cui si è discusso è stato quello riguardante il messaggio della Madonna de La Salette: Riconciliarsi con il creato. Un tema assai suggestivo che è stato introdotto e analizzato dal buon missionario padre Celeste, già noto per aver scritto alcuni saggi sull’apparizione e interpretazione dei messaggi della Madonna contadina, come ebbe a chiamarla Joseph Folliet, il sociologo-giornalista divenuto prete. Ebbene, padre Celeste, con i suoi modi garbati, chiari e coinvolgenti, ha tenuto desta l’attenzione dei partecipanti con l’analisi di una delle frasi di Maria ai pastorelli di Corps. “La Madonna parla di cose che toccano in maniera profonda il mondo contadino: il grano guasto, i cattivi raccolti, le noci, l’uva e le patate. La Madonna ha saputo osservare con precisione eventi agricoli difficili ma vuole che anche noi li guardiamo in profondità e con attenzione: «ve l’ho fatto vedere l’anno passato con le patate, voi non ci avete fatto caso». Lei vuole farci scoprire la nostra cecità; non sappiamo leggere i fatti più ordinari della vita, le cose vitali per l’umanità. Il relatore passa poi ad una considerazione. Se la Madonna apparisse oggi, quali situazioni concrete ci ricorderebbe? L’ecologia con i vari squilibri, il nucleare, la genetica, l’economia ecc. Certamente, asserisce padre Celeste, anche oggi Lei ci inviterebbe a leggere i fatti concreti della vita, perché è lì l’inizio del nostro cammino spirituale, il luogo dell’accoglienza o del rifiuto di riconoscervi la presenza di Dio, il luogo dove si gioca il nostro futuro.
Cosa bisogna fare affinché le pietre e le rocce diventino mucchi di grano e le patate si trovino seminate nei campi? La risposta della Vergine è chiara: Se si convertono! La Madonna vede un rapporto diretto tra il grano guasto e il rifiuto di sottometterci a Gesù Cristo. La Vergine ci invita a convertirci, cioè a riscoprire Dio come il Padre di tutti che dona la Terra a tutti. Le conclusioni del messaggio ci fanno scoprire che lo stesso è formulato in maniera rigorosa. Non si può, infatti, separare Gesù Cristo, suo Figlio, la Chiesa, suo popolo e il mondo trasformato e rinnovato. La conversione che ci chiede è di non separare mai: Mio figlio, mio popolo e i mucchi di grano.
MIO FIGLIO == Gesù Cristo rischia di essere astratto e disincarnato se lo si separa dai bisogni elementari degli esseri umani. Gesù Cristo che non è percepibile sulla nostra terra senza una comunità che lo vive e lo testimonia.
MIO POPOLO == La Chiesa non esiste per essere chiusa in se stessa, ma per essere rivolta a Gesù Cristo e diventare serva integrale dell’umanità.
I MUCCHI DI GRANO == Lo sviluppo è necessariamente materiale, ma è illusorio se non è comunitario, orientato verso la totalità della comunità umana e se non prende come modello finale Gesù Cristo. NELLA CHIESA DI OGGI E DI DOMANI, LA MADONNA CONTADINA HA MOLTE COSE DA INSEGNARCI SUL MODO DI VIVERE LA NOSTRA MISSIONE.
Dopo questa lunga premessa, padre Celeste, si tuffa in quello che sarà il trait d’union tra i pellegrini e la Madonna de La Salette, concentrando tutto il suo excursus sul tema precipuo: RICONCILIARSI CON IL CREATO.
Maria, apparendo a La Salette, spiega il missionario, dopo averci ricordato i peccati contro il giorno e il nome del Signore, ci dice che quei peccati contro il Signore hanno portato una rottura anche con il creato (il grano guasto) e con i fratelli (i bambini che muoiono). Ci ricorda, inoltre, che lo squilibrio nel creato è segno del nostro peccato. Lei dice: La colpa è vostra e voi non ci fate caso: Di seguito è citato il testo: Se il raccolto si guasta, la colpa è vostra. Ve l’ho fatto vedere l’anno passato con le patate: voi non ci avete fatto caso. Anzi, quando ne trovavate di guaste, bestemmiavate il nome di mio Figlio. Esse continueranno a marcire e quest’anno, a Natale, non ve ne saranno più. Se avete del grano, non seminatelo. Quello seminato sarà mangiato dagli insetti e quello che maturerà cadrà in polvere, al momento della battitura. Sopraggiungerà una grande carestia. Prima di essa i bambini al di sotto dei sette anni saranno colpiti da convulsioni e moriranno tra le braccia di coloro che li terranno. Gli altri faranno penitenza con la carestia. Le noci si guasteranno e l’uva marcirà.
Alla luce di ciò, oggi avvertiamo forse come non mai, l’esigenza di ritornare ad un rapporto uomo.natura maggiormente conforme alle origini. Del resto, la Madonna de La Salette, dopo aver detto quelle cose piangendo, il peccato dell’uomo come i profeti e S. Paolo nella lettera ai Romani, ricorda che l’ordine fisico e quello morale non sono divisi, ma sono uniti come causa ed effetto. Tuttavia, non si negano le cause seconde, ma anche queste servono ai piani divini. E’ Dio che tesse e tira i fili. Non è che si debba aspettare il miracolo che interrompa le leggi date da Dio alla creazione, ma anche il compimento delle leggi non è univoco. Dio solo dà la vita. Se l’uomo è in opposizione con Dio, come può dare vita e realizzare la sua salvezza? Dio rimane il Creatore. Ha consegnato il creato all’uomo come suo luogotenente.
Di seguito, padre Celeste, pone degli interrogativi assai profondi come ad esempio: La sfida etica che non possiamo più eludere consiste anche nell’acquisire la padronanza delle nostre capacità: siamo infatti gli amministratori del mondo, ma sappiamo amministrare la nostra potenza? Siamo consapevoli e memori che il termine stesso di amministratore rimanda a un ministero, cioè a un servizio? Ed ancora: Siamo disposti a prendere sul serio le conseguenze di una fedeltà alla terra che implica il non abbrutirla a deposito di scorte per il nostro benessere materiale, per riscoprirla come occasione di contemplazione della bellezza del Creatore riflessa nelle sue creature? Ebbene, a questi interrogativi, la risposta da dare la troviamo nella lettera ai Romani di S. Paolo: La creazione intera geme e soffre nell’attesa impaziente della piena rivelazione dei figli di Dio e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di DIO. Un lunghissimo applauso ha accompagnato la fine della conferenza.
Si è passati poi alla fase ricreativa, non prima di aver consumato un lauto e squisito pranzo sulla terrazza dell’Hotel con vista panoramica sulle acque dello Stretto. E così, scorrevano su un grande schermo le immagini degli ultimi pellegrinaggi, in Terra Santa, in India a Lourdes, Fatima e La Salette. Infine, l’ineguagliabile padre Celeste, ha sorteggiato dei libri, dvd, e souvenir per suggellare con spirito solidale l’interessantissimo incontro religioso.

Corsi e ricorsi della storia di A.Ligato

La contestazione dei 67 docenti e alcuni studenti della Sapienza alla visita di Benedetto XVI, mi ha riportato con la mente a venti anni addietro quando, andò a monte la visita di Giovanni Paolo II alla Facoltà di Magistero di Messina.
« L’11 giugno del 1988, essendo Arcivescovo della Diocesi messinese Ignazio Cannavò, Giovanni Paolo II, quel Sommo Pontefice che, per le Sue numerose belle iniziative, per la Sua molteplice dottrina, per la Sua soave umanitas verrà dalla gloria della fama celebrato finché uomo sarà sulla terra, degnò, nel decimo anno del Suo gloriosissimo Pontificato, di visitare questa Sede universitaria, nella quale si trasmette la scienza delle arti liberali, e, con la Sua Maestà altissima e con la Sua santissima Autorità, di perenne e fulgido splendore la illustrò, l’abbellì, la decorò».
Era questo il testo latino qui tradotto, dell’epigrafe dettata da Antonio Mazzarino che doveva essere scoperta per ricordare la sosta del Papa alla Facoltà di Magistero, in occasione della sua visita alla città dello Stretto. Quella «fermata» era stata preparata nei minimi particolari e con grande entusiasmo dal preside Mazzarino e dai suoi più stretti collaboratori - il prof. Feliciano Speranza per primo - d’intesa con le autorità vaticane.
Certamente, la visita di Giovanni Paolo II al Magistero messinese, avrebbe avuto il significato precipuo di un omaggio all’intera Università peloritana, reso in una Facoltà che, per la funzione che in quegli anni svolgevano gli insegnamenti pedagogici ed umanistici, poteva essere assunta a simbolo di tutto il campo degli studi universitari.
Ma vi era anche un altro legame che univa la Facoltà e soprattutto il suo preside, alla patria del Pontefice. Infatti, nella prestigiosa rivista di studi classici «Helikon» diretta dallo stesso Mazzarino, erano ospitati gli scritti di numerosi studiosi polacchi. Ed ancora, nella stanza della presidenza si poteva ammirare un quadro di Dzigurki, uno dei maestri della pittura polacca, insieme ad una collezione di opere di Janusz Korczac, il grande pediatra e pedagogo polacco trucidato dai nazisti nel 1942.
Dunque, tutto era pronto ad accogliere il Pontefice, anche perché, fin dal mese di marzo, il preside Mazzarino aveva avuto l’autorevole conferma di mons. Dziwisz, segretario particolare del Pontefice. Ma negli ultimi giorni che precedettero la fatidica data, con grande delusione del preside e della Facoltà di Magistero, dai cui balconi sventolava, accanto al tricolore, anche l’insegna della Santa Sede, la sosta del Papa in Via Concezione fu cancellata. Tuttavia, Giovanni Paolo II, ricevette in udienza privata, nei primi di luglio, il prof. Mazzarino, per manifestare a lui e a tutti i componenti della Facoltà il suo caldo e affettuoso ringraziamento, testimoniato dalla firma apposta su una riproduzione in carta pergamenata dell’epigrafe che avrebbe dovuto ricordare lo storico evento.
«A che si deve, Santità, chiedeva Mazzarino nel congedarsi, la mancata Sua visita alla Facoltà di Magistero?» «Cose umane», rispose Giovanni Paolo II.
E verrebbe da chiedersi: se venti anni fa «cose umane» impedirono al Pontefice di visitare una Facoltà universitaria, quelle che oggi hanno impedito a Benedetto XVI di entrare alla Sapienza, sono forse «cose diaboliche?».

Natale ortodosso a Seminara di A.Ligato

Numerosi fedeli ortodossi hanno assistito alla funzione liturgica del Natale, nella chiesa di S. Filareto a Seminara. Quasi tre ore di liturgia, intercalate da inni e messaggi di pace, inondati dalla luce sprigionata dall’albero di quercia acceso. Quella dell’accensione del tronco d’albero di quercia è una delle tante tradizioni di cui è ricco l’emisfero ortodosso. Infatti, secondo una tradizione dei serbi del Montenegro, come ci ha raccontato suor Stefania, del monastero di Seminara, la quercia è considerata come l’albero della vita, simbolo di Gesù Cristo. Ogni famiglia in Montenegro, il giorno prima di Natale che, ricordiamo cade il 7 gennaio, cioè tredici giorni dopo quello cattolico, per effetto del calendario giuliano seguito dagli ortodossi, un bambino, simbolo del pastore che per primo ha visto Gesù nato, porta in casa della legna di quercia. Una volta acceso il fuoco, il bambino, esclama: Gesù è nato! Tutti i presenti rispondono: Pace tra noi! Nelle chiese, invece, come è accaduto a Seminara, viene posta al centro l’icona della Natività che racchiude un profondo significato teologico e simbolico. Come ad esempio: la testa del Bambino è il centro dogmatico dell’icona, la culla e le bende (che rimandano alla sepoltura) e la grotta, dicono la vittoria sulla morte e sull’inferno; La Madre e Giuseppe, sono l’umanità; le donne che lavano il bambino, evocano e rimandano al battesimo nel Giordano. I fedeli entrano a piccoli gruppi, non tutti insieme e non tutti alla stessa ora. Si assiste, quindi, a un costante, lento e rispettoso fluire di gente che sfilano davanti all’icona, e prima di sedersi, accendono un cero. La chiesa va quindi pian piano illuminandosi con ogni persona che entra. Si rimane così incantati davanti alla naturalezza della luce e si innalzano al cielo inni di gioia, in slavo, russo, rumeno e greco, per la nascita del Bimbo che cambiò le sorti del mondo.

Quando l'arte nasce dall'amore per il proprio paese di Antonio Ligato

Nessuno avrebbe mai immaginato che, dietro una quarantennale attività di docente di matematica, Natale Fedele nascondesse una incontenibile passione per l’intaglio del legno: arte “minore”, certamente, ma sempre viva, carica di energia; ammaliante e intramontabile, come appunto può essere l’arte. Così, dopo aver insegnato a “far di conto” a tante generazioni di studenti, il professore Fedele di Melicuccà, andato in quiescenza, trascorre le sue giornate in una stanzetta ritagliata a guisa di “atelier”, dove, con un semplice coltellino, dà vita alle sue creazioni, modellando sul legno i volti di umili personaggi, calati nel mondo amaro e senza tempo del suo paesello. Schivo, modesto, geloso custode della sua passione, Natale Fedele, non si atteggia ad artista. Eppure è artista, silenzioso artista, artista dell’onore domestico, del lavoro e della fedeltà espressiva. Egli si rispecchia in quel mondo di forme nate da lui, da un suo vigore espansivo, ancora giovanile, quasi parti integranti della sua stessa persona fisica. Le sue “creature” sono semplici personaggi di quotidiana socialità, uomini e donne che si portano dietro gli ancestrali drammi della terra calabrese; volti antichi, scolpiti nel legno, pieni di vitalità, perfettamente conformi ai loro modelli naturali. D’altronde, quell’emozione antica e nuova che insieme pervade il nostro artista, ci aiuta a capire la bellezza della sua misura creativa, rivelandone, altresì, il talento indefinibile che affascina per quella vena di sottilissimo mistero aleggiante in ogni personaggio. Nello sguardo dei suoi “eroi” si leggono nomi e soprannomi antichi, mentre si palesa il carattere calabrese, magari attraverso minutissimi particolari fisici, tuttavia consoni alla singola psicologia. E’ un rapporto vivo quello che intercorre tra la sfera creativa di Fedele e il mondo esterno: di fronte a opere tanto delicate è necessario porsi con spirito di umiltà, per tentarne la decodificazione e coglierne il significato. Certo, i numerosi lavori del professore illustrano alla perfezione il genio creativo ch’egli si portava nel sangue e che è esploso, nella maturità della vita, con la violenza della poesia. La personalità autentica di Fedele e la sua anima calabrese bruciano, invero, sull’altare di una liricità profonda che si chiama, semplicemente, Melicuccà.

"L'assessore fai da te" di A. Ligato

cliccare sopra l'immagine per ingrandireMelicuccà - Per dare un tocco di classe alla piazza principale da poco rifatta, l’amministrazione comunale ha sistemato delle fioriere lungo il perimetro della stessa, così come nelle aiuole degli alberi e alla base circolare della fontana monumentale. A prendersene cura, udite, udite è l’assessore all’urbanistica Romano Veltri. Ogni mattina, armato di pompa e in pantaloncini corti, Veltri, si dedica alla cura delle piante dai variopinti fiori. L’assessore “fai da te” non è nuovo a queste iniziative. Da più di venti anni in seno ai consigli comunali, Romano Veltri è stato anche l’uomo delle lampadine pubbliche. Infatti, ogni qualvolta i cittadini si lamentavano per una strada rimasta al buio a causa della lampada andata in tilt, l’assessore non perdeva tempo; con un lungo palo, all’estremità del quale vi era un marchingegno capace di svitare la lampadina, provvedeva in men che non si dica alla sostituzione.Veltri è anche priore della Confraternita di Maria Assunta e in passato è stato dirigente della locale squadra di calcio, anche allora era lui a provvedere a tracciare le linee bianche del terreno di gioco e sistemare le divise negli spogliatoi. Romano Veltri è figlio di Attilio che,insieme al padre di chi scrive, furono le prime guardie municipali del dopoguerra. Forse l'assessore ha ereditato dal genitore il senso del dovere verso la cosa pubblica? O ciò è dovuto semplicemente al suo amore viscerale per il paese? Fatto sta che il buon Romano dedica con entusiasmo il suo tempo a favore della comunità. Un amore per il paese di origine che, tra l'altro, non gli consentì di proseguire il lavoro di operatore scolastico nel lontano Veneto. Sentiva forte il bisogno di tornare nel rione Tocco, tra la sua gente, nella sua Melicuccà che vuole più bella, più gentile e al passo con i tempi.

"Estate melicucchese" di A. Ligato

Melicuccà - Pronti..via. E' partita, “E..state insieme a noi” Il variegato cartellone di manifestazioni che accompagnerà l’estate dei residenti e di quanti verranno nel centro aspromontano a trascorrere le ferie. L’amministrazione comunale del sindaco Emanuele Oliveri, grazie ai contributi dell’on. Pasquale Tripodi, assessore alle attività produttive della Regione,all’assessorato al turismo dello stesso Ente, all’amministrazione provinciale, al circolo del cinema “M. Troisi”,all’”Amaranto fans club” nonché alla disponibilità delle signore Rina e Anna Spaghetto, ha allestito il ricco programma che prevede: la terza mostra dell’arte e artigianato seguita dalla proiezione della “Sfilata abiti da sposa”; seguirà la sfilata abiti dei bambini e degli abiti da cerimonia. Per il cinema sotto le stelle sono previste le proiezioni di Spidermen3; Il 7 e l’8 con Ficarra e Picone; Harry Potter e l’ordine della fenice; Pirati dei Caraibi. Giorno 7 agosto in piazza Ardenza si svolgerà il Concorso nazionale “Miss gran prix”; un concerto de “I Mattanza”il 9 e il giorno dopo spettacolo musicale con Sandro Giacobbe. In piazza Tocco si esibirà Francesco Capodacqua di “Amici”; il 12, nella stessa piazza il gruppo “NOSOSTA” in concerto. Uno spazio sarà dedicato al teatro che vedrà impegnati i giovani del Piccolo teatro di Melicuccà nella commedia di E.De Filippo: “Non ti pago”.Le manifestazioni si concluderanno il 19 agosto in piazza Ardenza con una serata enogastronomia, con degustazione di prodotti tipici, allietata da canti e balli del Gruppo Folk “MINOS” di Mosorrofa.

 

"Settimana del Rinascimento a Seminara"

di D. Oliveri e A. Ligato

Con questo titolo, l'amministrazione comunale di Seminara, inaugura la settimana della cultura seminarese. Tema della manifestazione una delle più grandi figure della Storia d'Europa, Carlo di Gand, meglio conosciuto come Carlo V d'Asburgo (Gand, Paesi Bassi, 24 febbraio 1500 - Cuacos de Yuste, Spagna, 21 settembre 1558), Re di Spagna, Arciduca d'Austria ed Imperatore del Sacro Impero Romano-germanico. Il suo regno si estese su tre continenti ed i suoi domini erano talmente vasti che lo indussero ad affermare: "Che sul proprio regno il sole non tramontava mai". Quando la cultura fa spettacolo è il leit-motiv che accompagna le tradizioni storico-artistiche racchiuse nella “Settimana del Rinascimento”, pensata dall’assessore alla cultura, Mariano Battaglia. A partire da domani, Seminara si vestirà d’antico, per ospitare una serie di manifestazioni che vanno dalla presentazione di un libro, alla sfilata storica dell’ingresso di Carlo V, passando attraverso una mostra di acquarelli sull’imperatore, che si intreccia al workshop di pittura su piatti di ceramica. “L’iniziativa, spiega Battaglia, oltre a tenere viva una plurisecolare tradizione storica, vuole essere un messaggio per le nuove generazioni affinché, attraverso la custodia e la meditazione del passato, possano acquisire nuovi impulsi per una più solerte dedizione agli interessi e alla storia della nostra realtà territoriale.”

Lunedì 6 agosto alle ore 18.00, presso la Sala consigliare,  si svolgerà il convegno di studi "Seminara e Carlo V". Nell'ambito della stessa manifestazione verrà presentato il libro "Carlo V: l'Uomo di Gand" a cura del dott. Nino Paone. Alla riunione interverranno  il dott. A. Marafioti, Sindaco di Seminara, il dott. M. Battaglia, attuale vice-sindaco e assessore alla cultura, il dott. A. Concerto, autore del libro ed in fine Giovanni Gareffa, Rettore dell'Università della Terza Età, il quale relazionerà sulle "tre battaglie battaglie di Seminara e la visita di Carlo V" insieme allo storico prof. Rocco Liberti. Concluderà i lavori il dott. Ercole Nucera, Assessore all'Istruzione della Provincia di Reggio Calabria. Alle ore 20.30, nei locali del Palazzo municipale, si terrà l'inaugurazione della mostra: "Immagini da uno storico ingresso, Carlo V a Seminara", illustrazione di Rosaria Caratozzolo, Docente di Storia del costume teatrale all'Università di Belle Arti di Palermo.

Martedì 7 agosto alle ore 09.30, presso la piazza Vittorio Emanuele III, "Segni e colori per evocare un trionfale passato", workshop di pittura su piatti in ceramica di venti giovani artisti con mostra delle opere.

Domenica 12 agosto alle ore 18.00, Corteo storico rievocativo dell'ingresso di Carlo V a Seminara. Seguirà il concerto del gruppo musicale "Edipòs".

 

"Seminara, frontiera d'immigrazione"

di A. Barillari

Seminara - Il piccolo centro pre-aspromontano si scopre crocevia del flusso immigratorio proveniente dall’est europeo. Infatti, in questi anni molti cittadini degli ex stati comunisti sono giunti a Seminara creando una folta comunità che vive e opera nel territorio e che oggi può essere definita il motore dell’economia agricola seminarese. Ma dietro la bella storia dell’integrazione multiculturale si nascondono molte ombre. Parlando con questi immigrati lo scenario da loro descritto non si presenta del tutto positivo, infatti, si scopre che alle spalle hanno storie di “ordinaria” tragedia nelle loro Nazioni d’origine e che tutti sono stati costretti dalla disperazione a fuggire nel nostro Paese. Il costo di questa fuga, generalmente, si aggira intorno ai mille dollari che rappresentano una somma ragguardevole nei Paesi di provenienza. Giunti in Italia, dopo mille pericolose peripezie, il sogno italiano s’infrange ed ai loro occhi non si presenta quel meraviglioso posto pieno d’occasioni per tornare a vivere ed a loro prospettato prima di partire, ma diventa una continuazione dell’incubo che già vivevano. Il numero degli immigrati presenti a Seminara non è noto, anche perché molti di questi sono clandestini, ma stime indicano che questa cifra supera i 200 soggetti in un centro di circa 3000 anime, frazioni comprese. Molti immigrati sono neo-comunitari bulgari, altri vengono dall’ucraina e altra parte è scappata dalle terre montenegrine, quasi tutti sono di religione ortodossa. Le tragedie di questi uomini e di queste donne, sono rappresentate dal loro sfruttamento nei campi per la raccolta delle olive, la maggior parte lavora in nero e riceve dopo lunghe e massacranti giornate di lavoro misere paghe sufficienti a vivere. Donne ed uomini spesso raggirati, truffati e privati dei loro diritti basilari, basti pensare che non godono di tutela sanitaria e le garanzie in caso d’infortunio sono solo bei sogni per loro. Dal punto di vista abitativo il loro disagio continua, infatti risiedono in alloggi che sarebbe indecente chiamare “case”, ammucchiati l’uno sull’altro per cercare di dividere le spese degli altissimi prezzi affittuari, questi rifugi sono privi di riscaldamento e dello stretto necessario per vivere dignitosamente. Ma c’è anche da affermare che non tutti vivono così, infatti alcuni, ma purtroppo sono la minoranza, sono stati integrati veramente dai seminaresi e aiutati a crearsi una nuova vita con molti gesti di solidarietà. La nota che colpisce di più è l’indifferenza delle istituzioni verso questo degradante fenomeno di sfruttamento e di disagio di uomini, donne e bambini, che ogni giorno lottano tra la paura di tornare nelle loro case d’origine e la paura di continuare a vivere in questo nostro “meraviglioso” paese. Questa indifferenza è riscontrabile nel fatto che nessuno ha mai trattato minimamente il problema, ignorandolo e permettendo che persone senza scrupoli si approfittassero di questi poveri e disagiati immigrati giunti in Italia con l’unico obiettivo di garantire un futuro a se stessi e alle loro famiglie.

 

"Seminara: elezioni amministrative del 27 e 28 maggio, riconfermato il sindaco uscente A. Marafioti" di D. Oliveri

Seminara A sorpresa, rispetto alle previsioni della vigilia, il sindaco uscente A. Marafioti è riconfermato alla guida del palazzo municipale di Seminara. La lista "Insieme per Seminara" è stata votata dal 52,35% degli elettori (1058 voti), contro il 47,65% dei suffraggi raccolti dall'"Unione civica per Seminara" (963 voti). La popolosa frazione di Barritteri e il capoluogo Seminara hanno dato la maggioranza all'"Unione civica" del candidato a sindaco S. Costantino, mentre l'altra frazione, S. Anna, ha votato in massa per la lista guidata dal sindaco uscente A. Marafioti, determinando la vittoria di quest'ultimo. I cittadini seminaresi che si sono recati alle urne sono il 65,11%. Nelle precedenti consultazioni elettorali aveva votato il 78,17%. Si registra una flessione del 13,06% dei soggetti che hanno esercitato il diritto al voto. Il numero d’elettori iscritti nelle liste elettorali è di 3165, i votanti sono stati 2061. Le schede bianche sono state 17, le nulle 23. Nella precedente consultazione amministrativa gli iscritti nelle liste elettorali erano 2946, mentre i votanti furono 2303, le schede non valide 181 e le bianche 47.

Risultati elettorali in dettaglio

:

Insieme per Seminara

 

Candidati

Sezione 1 Sezione 2 Sezione 3 Sezione 4 Sezione 5 Totale
1 Battaglia Mariano 30 19 24 1 5 79
2 Ciappina Concetta Maria 19 21 21 37 12 110
3 Abate Maria Lucrezia 12 27 11 4 14 68
4 Balsama Vincenzo 3 1 - 3 42 49
5 Balzano Melodia Giovanni 12 10 11 6 14 53
6 Buccisano Vincenzo 9 2 4 71 1 87
7 Cambareri Giuseppe 1 2 9 10 55 77
8 Cannizzaro Rocco - - - - 53 53
9 Cilona Giovanni - 3 15 - 17 35
10 Ditto Antonino 1 6 - - - 7
11 Gioffrè Adriano 24 42 12 9 2 89
12 Ianni Carmelo 24 19 19 3 9 74
13 Leonelli Domenico - - - - 31 31
14 Oliveri Domenico - - - 2 65 67
15 Papalia Antonino 28 16 13 1 2 60
16 Rinaldo Vincenzo 19 12 14 14 3 59

 

Totale voti candidati

998

Voti di lista

60

Totale voti

1058

 

Unione civica per Seminara

 

Candidati

Sezione 1 Sezione 2 Sezione 3 Sezione 4 Sezione 5 Totale
1 Buggè Giuseppe Maria 22 19 12 1 12 66
2 Gioffrè Santo 34 15 31 1 10 91
3 Bonamico Antonio 8 33 23 - 3 67
4 Burzumato Pasquale 5 7 1 2 39 54
5 Cambareri Carmelo 2 2 3 - 71 78
6 Costantino Domenico 6 - 1 2 82 91
7 Ditto Natale Giuseppe 11 18 17 4 4 54
8 Gaglioti Pietro Vincenzo 1 1 5 33 3 43
9 Gioffrè Giuseppe 21 10 6 - 3 40
10 Ippolito Giuseppe Antonio 9 17 7 2 3 38
11 Laganà Maurizio 2 2 - - 54 58
12 Managò Valerio 16 25 10 1 7 59
13 Melara Vincenzo 5 - 1 - 8 14
14 Oliveri Domenico 6 21 12 2 12 53
15 Oliverio Emanuela - - 2 - 20 20
16 Trimboli Antonio Domenico 4 3 2 - - 9

 

Totale voti candidati

835

Voti di lista

128

Totale voti

963

 
"Nominati gli assessori" di A. Ligato

Carmelo Ianni

Vincenzo Buccisano

Mariano Battaglia

Carmelo Cammareri

Seminara - Nel rispetto del regolamento elettorale, si è riunito il nuovo consiglio comunale scaturito dalla recente consultazione amministrativa. Il confermato sindaco, Antonio Marafioti, affiancato dal segretario comunale, Bruno Antonazzo, ha aperto i lavori del primo civico consesso, per discutere e approvare l’odg che prevedeva: convalida degli eletti; esame di eventuali casi di ineleggibilità e incompatibilità; elezioni degli organi istituzionali e giuramento del primo cittadino. In un' aula affollata di pubblico, presenti anche il m.llo dei carabinieri, Carmine Ricci, il responsabile dell’ufficio elettorale, Annunziato Cannizzaro e il corpo dei vigili urbani, il sindaco Marafioti, dopo aver ripercorso le tappe salienti che hanno portato all’affermazione della sua lista “Uniti per Seminara”che ha avuto la meglio sulla lista “Unione Civica per Seminara” del contendente, Salvatore Costantino, ha espresso alcuni concetti che dovrebbero essere il leit-motiv del suo secondo mandato elettorale. “ Lavorare insieme nel rispetto dei ruoli, ha rimarcato Marafioti, per portare avanti, con serietà e impegno, il programma sottoposto al giudizio degli elettori. L’esperienza passata, ha aggiunto, ci consentirà di confrontarci con gli altri, affinché ognuno metta al primo posto il paese e la comunità; il bene di questa cittadina deve essere una priorità per tutti. Le persone nascono, muoiono così avviene anche in politica: c’è chi lascia il segno e chi no. Il mio intento e quello della mia amministrazione è quello di operare in maniera positiva per concepire una città più vivibile per dare un futuro migliore ai nostri giovani. Pertanto, ha concluso il sindaco, mi auspico un confronto sereno, costruttivo, un dialogo anche con l’opposizione, nell’interesse della cittadinanza.” Dalle fila della minoranza ( composta da Salvatore Costantino, Santo Gioffrè, Domenico Costantino, Antonio Bonamico e Carmelo Cammareri, è intervenuto Salvatore Costantino che è tornato per un attimo all’analisi del voto che: ”Va fatta e vanno individuate e comprese alcune lacune che sono emerse, localizzate in alcune sezioni in modo particolare. La sconfitta di cui sento il peso della responsabilità, ha continuato il capogruppo della minoranza, mi riempie di nostalgia, soprattutto per le cose che si sarebbero potute fare e che, purtroppo, non abbiamo la possibilità di dimostrare. Da parte nostra, ha concluso, staremo con gli occhi ben aperti, vigileremo con attenzione sullo svolgimento delle linee programmatiche dell’amministrazione. Vogliamo essere i rappresentanti dei cittadini che hanno avuto fiducia in noi, difenderemo con serietà gli interessi legittimi e i diritti dei cittadini nel dire le cose che spesso gli stessi non dicono”. Di seguito, il sindaco ha provveduto a nominare la sua “squadra” di governo, riservandosi però di assegnare le deleghe assessoriali, così come è stata rinviata la nomina del presidente e vice presidente del Consiglio comunale. Alla carica di vice sindaco è stato confermato Mariano Battaglia, mentre Vincenzo Buccisano, Domenico Oliveri, Giuseppe Cammareri, Adriano Gioffrè e Carmelo Ianni sono gli altri componenti dell’esecutivo. Nominata anche la commissione elettorale che risulta composta da: Maria Lucrezia Abate, Giovanni Balzano per la maggioranza e Antonio Bonamico per la minoranza. Completati così gli organismi istituzionali, comincia il lavoro della nuova amministrazione, per affermare il ruolo della piccola storica comunità, nel contesto della realtà degli enti locali della provincia di Reggio Calabria. Un percorso che verrà affrontato, come tutti si auspicano, con entusiasmo e con la consapevolezza che Seminara, potrà riprendersi quel ruolo di faro di cultura e civiltà con cui era conosciuta nel passato.