Ultimo aggiornamento 30/09/2006

a cura di Domenico Oliveri

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E-mails di Ottobre

Lunedì 16/10/2006 13.47 - Carissimo Toto, torno a scriverti circa un anno dopo quando ti inviai la lettera in merito alla mia partecipazione, quale Tedoforo, alle Olimpiadi della Neve di Torino 2005.
Questa volta è per ricordare un caro comune amico: Francesco Russo alla maratona di Venezia nel 2000Francesco Russo (Rocco, per gli amici) che il 25 ottobre del 2005 prematuramente lasciava la vita terrena.
Ho avuto la fortuna di incontrarlo più volte, con le rispettive famiglie, dopo che entrambi abbiamo lasciato la nostra Melicuccà: lui per il Veneto, io per Roma.
Ebbene, nell’imminenza della ricorrenza della morte del caro Rocco, mi farebbe piacere, ripeto, ricordarlo attraverso le pagine del Vs giornale, a quanti lo hanno conosciuto ed avuto come amico, sono certo, i più.
Di recente, sono stato a trovare con la mia famiglia la sua: la moglie Tiziana, i figli Simone (universitario) e Dafne (liceale); abbiamo reso omaggio alle sue ceneri, che riposano nel Cimitero di S. Lucia di Piave, nella cui cittadina svolgeva la sua professione di medico di famiglia, ed abbiamo trascorso qualche ora a ricordare i bei momenti che le nostre famiglie hanno vissuto assieme.
Nell’occasione abbiamo visitato anche il Parco Pubblico che l’Amministrazione Comunale di S. Lucia di Piave (TV) ha deliberato di intitolare al caro Rocco: un ceppo di quel Parco reca la targa (vedi foto):
”Unus et idem (Tutto di un pezzo e sempre lo stesso) – Parco Pubblico “Francesco Russo (1951 – 2005)” Medico – Amministratore Comunale di S. Lucia di Piave”.
Sono certo che non c’è massima morale più appropriata per rendere omaggio perpetuo alla sua memoria!
Riporto, ora, alcuni passi della commemorazione fatta il 18 novembre 2005 nel Consiglio Comunale di S. Lucia di Piave dove, come si evince da quanto riportato prima e dopo, ha ricoperto brillantemente per quattro anni la carica di Assessore all’ecologia ed ambiente.
Il Sindaco, Fiorenzo Fantinel:
…..Il dr Russo è stata una persona schiva ma ferma e sincera e, per quanto riguarda la sua attività professionale, tutti i cittadini che sono stati suoi pazienti, coi quali ho avuto l’occasione di parlare, lo hanno concordemente elogiato per la sua competenza e, soprattutto, per la sua disponibilità. Come assessore all’ecologia ed ambiente non ammetteva compromessi ma non per questo rinunciava alle sue battute di spirito, da persona intelligente ed umana qual’era……”.
Il Consigliere De Faveri:
“La dignità non consiste nel possedere onori, ma nella coscienza di meritarli!”. “Questa massima può ben essere ricondotta alla figura di Francesco. Di uomo, cosciente di avere fatto il proprio dovere di uomo tra gli uomini. Di uomo che, ben sapendo quanto fosse facile ingannare gli altri, ha sempre evitato le esagerazioni a favore di una sincera, anche se a volte amara, rappresentazione della realtà”. Ed ancora, ricordando l’esperienza di Assessore svolta da Rocco: “Il ricordo più nitido che rimane di quell’esperienza è il suo non illudere nessuno, sempre rappresentando le cose così come erano, cercando soluzioni possibili e poco curandosi di attribuirsi meriti particolari”.
Il Vice Sindaco e Capogruppo della “Lista per Santa Lucia”, dr Riccardo Szumski:
“Questa sera, in seno all'assemblea consiliare, la comunità ricorda in maniera ufficiale il dr. Francesco Russo, già membro del Consiglio Comunale di Santa Lucia, ed Assessore dell'Amministrazione comunale.
Una cerimonia dovuta per l'incarico ricoperto, ma assolutamente non banale né di circostanza. Il senso di questa serata vuole essere il primo tassello di un mosaico che porti concretamente ad una iniziativa che ricordi il dr. Russo nella memoria collettiva della nostra comunità oltre che nei nostri cuori singolarmente.
Sappiamo che Francesco sarebbe stato schivo rispetto a questi riti, che per carattere non bramava.
Lo esige però il segno che egli ci lascia. Un segno testimoniato dall'impegno civico svolto a favore della cittadinanza con spirito di neofita e visione di chi, venendo da altre esperienze e luoghi, portava un vento di novità ed entusiasmo in una fase della vita politica nazionale turbolenta ed in un periodo di cambiamento delle leggi e degli ordinamenti che regolavano la vita amministrativa degli Enti locali.
Ricordo ancora che in qualità di assessore all'ambiente cercò di introdurre la norma-raccomandazione che le auto in sosta dovessero spegnere il motore per contribuire a ridurre le emissioni. Norma che ora vediamo ripresa nelle varie ordinanze comunali per contrastare gli sforamenti dei limiti di legge previsti per lo smog. Questo 15 anni prima!!! E magari allora si faceva dello sarcasmo.
L'impegno professionale, svolto a favore dei nostri cittadini, con competenza e disponibilità, il cui gradimento non sta certo a me certificare. L'attenzione alle nuovo problematiche della professione, della nostra professione, anche capace di anticipare i tempi per cui, di argomenti oggi previsti nei contratti di lavoro, egli sosteneva la necessità molti anni fa come esigenza di modernizzazione, recupero di competenze dei medici di famiglia, del rapporto con il pazienti, e maggior oculatezza nell'uso delle risorse per evitare sprechi.
Di qui come logica conseguenza l'assunzione di un ruolo nel Sindacato dei medici di medicina generale della nostra ULSS, convinto che bisognasse lottare in prima persona per ottenere il cambiamento ritenuto necessario a migliorare il servizio medico nel suo complesso.
Infine l'uomo e l'esempio che ci lascia, anche nell'affrontare l'epilogo della sua vita. Autentica testimonianza di coerenza, coraggio ed anche serenità pur nelle bufere che possono tormentare l'animo in certi frangenti.
Lottare sempre e mai darsi per vinti supinamente, egli ci dice. Lottare ed affrontare le difficoltà con la convinzione dettata dalla forza di una razionalità estrema che è sempre preferibile cercare di governare i problemi piuttosto che subirli passivamente.
Ed in questo restando coerente fino all'ultimo.
Certamente il Consiglio Comunale, nella sua autorevolezza, saprà individuare le forme ed il modo più opportuno affinché il segno della sua presenza sia veramente ricordato come espressione di valori positivi di cui questa Comunità deve andare fiera.”

Infine, l’amica di famiglia Sig.ra Luisa Zanchetta:
”......Colpiva, in Francesco, quel suo tratto elegante, quell'eleganza che nasce e deriva da una nobiltà interiore, da una finezza di sentimenti che testimoniano, da sempre, quella che i poeti ed i filosofi dell'antica Grecia chiamavano “l'aristocrazia dello spirito”…. che in Lui si manifestava col suo modo di essere, di proporsi, lo stile leggero e discreto e, sopra ogni altra cosa, con quel suo sorriso timido e gentile di uomo buono, di persona dabbene!!”
”.....Rispetto, stima e affetto, sentimenti che Francesco si era conquistati nel corso degli anni, tra i suoi pazienti, tra coloro che ricorrevano alle sue cure di medico e che in Lui avevano trovato non solo il professionista capace e scrupoloso, ma l'uomo paziente, che sapeva ascoltare, consigliare, offrire una parola di speranza e di fiducia.
A tutti, ma in particolare a coloro che soffrivano, agli emarginati, agli anziani, alle persone sole che non conoscevano e non conoscono il calore di un sorriso, di un saluto, di una stretta di mano.
Questa gente, la sua gente, lo piange e lo ricorda assieme a noi.

Francesco amava le cose belle, la pitture, il cinema, con una predilezione per la musica. Quante serate trascorse, piacevolmente, a parlare del mondo meraviglioso e fantastico dell'arte, dove bellezza e creatività - grazie all'ingegno di chi ne possiede il talento - si manifestano in suoni, forme ed immagini.
Accanto all'arte, l'amore per lo sport, in particolar modo per l'atletica leggera che praticava in qualità di maratoneta, sia pure a livello amatoriale.

Soleva dire: “Io sono un umile marciatore, uno scarpinante!!” sorridendo e facendo dell'ironia su se stesso.
Ma la maratona più importante, quella che negli ultimi anni, quotidianamente, Francesco correva lungo un percorso divenuto, giorno dopo giorno, sempre più irto di difficoltà ed ostacoli, l'ultima maratona, dalla quale noi tutti speravamo potesse uscirne vincitore, alla fine si rivelava la più inumana e la più crudele. Una sofferenza, la sua, vissuta con lucida ed esemplare dignità.”


Caro Toto, quanto emerge da quella commemorazione credo, certo di trovarti d’accordo, possa essere fatto anche nostro.

Un caro abbraccio, Aldo [a.larosa@........]
 

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