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Martedì
13/06/2006 18.14 - Carissimo dott. Oliveri Domenico,
Oggi pomeriggio sono entrato in internet e cosi ho deciso di
dare un’occhiata al sito, dove ho letto, nella rubrica prima
pagina, che le farebbe piacere se i cittadini seminaresi
emigranti scrivessero delle mails, allo scopo di non sentirsi
più soli ma vicini a Seminara; volevo precisare che io sono lì
con il cuore e la mente, non ho mai dimenticato il mio paese,
dove sono nato e non mi sento un emigrante. La parola emigrante
se la sono inventata alcuni studiosi per creare discriminazione
tra nord e sud. Io mi sento seminarese a tutti gli effetti, dopo
sono un calabrese ed in fine un italiano. Gli emigranti sono
quelli che sono andati in America o in Argentina, questi sì che
sono emigranti, noi no; diciamo che ci siamo spostati per
renderci utili, contribuendo a costruire il benessere delle
regioni del nord che ci ospitano. La regione Calabria non ha
saputo sfruttare queste risorse intellettuali e umane. Non so se
per incapacità dei nostri politici calabresi; forse è mancata la
conoscenza culturale e morale ed il coraggio di guardare la
realtà e il bene di questa nostra terra natia. Vedere il mio
paese in declino, mi addolora. Tutto questo l’abbiamo voluto
noi, perché non siamo capaci di volere bene e amare il nostro
paese; noi dobbiamo cercare gli errori commessi e fare
autocritica, abbandonare l’orgoglio
e salvare quello che è rimasto di buono . Ma per fare questo ci
vuole la volontà di tutti i cittadini che vivono a Seminara con
il contributo di noi che siamo sparsi nelle regione del
nord. Bisogna avere l’ umiltà di andare incontro l'uno
all’altro. Perché dico questo?
<< Seminara ha grandi potenzialità, ha una sua storia.
Importante è il
dialogo; chi ha più buonsenso lo usi e lo metta al servizio dei
cittadini e del paese e lasci tutto il resto; senza rancori
invidia, gelosia. Tanti non l’hanno amata ma disprezzata e
sfruttata, lasciata in abbandono e impoverita di tutto ……. Io
sono fiero di quelli che sono rimasti e che stanno resistendo
con tutte le difficoltà che devono affrontare ogni giorno.
Quante cose vorrei fare per vedere il mio paese cambiare
in meglio; io amo Seminara perché sono nato lì e per me è
tutto, compresi i miei paesani; sono fiero di essere di Seminara,
l’ho sempre difesa con tutto me stesso, caro dottore Oliveri
Domenico. Se tutti avessero fatto la loro parte, oggi non ci
saremmo trovati in questa situazione. Ciò vale non solo per Seminara ma per tutta la Calabria. E' ora di svegliarsi.
Mio caro, dottore Oliveri, bisogna mettersi in gioco senza aver
paura di rischiare, costi quello che costi; la vita va vissuta
pienamente, bisogna tornare alle nostre origini e tradizioni
culturali, se vogliamo il bene di questa Calabria. Nessuno sia
estraneo, tutti dobbiamo fare la nostra parte e assumerci le
nostre responsabilità, chi in un modo chi in un altro.
Il nostro destino dipende da noi, ma soprattutto bisogna
investire sui giovani, che rappresentano il futuro di questa
terra di Calabria e non devono sentirsi impotenti e pensare che
gli altri risolvano i loro problemi.
Siamo noi lo Stato e dobbiamo farlo funzionare, rispettando le
leggi e sperando di liberarci di quei politici fannulloni,
incapaci e cercare di fare il bene della Calabria e dei calabresi.
Distinti saluti. [a.manti@..........] |