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San
Mercurio di Cesarea di Cappadocia
Martire
25 novembre
Sec. III
Mercurio era per i pagani il dio dei commerci e delle ingegnose
attività, alato messaggero degli altri dei.
La corrispondente divinità dell'Olimpo greco aveva il nome di
Ermes, o Ermete. E questo nome ha avuto, ed ha ancora, maggior
fortuna tra i battezzati. Probabilmente, ciò si deve al fatto
che il nome ha avuto, per intermediari, sette o otto Santi di
nome Ermete. Ma neanche il nome di Mercurio è rimasto confinato
al mondo pagano. Nel Calendario cristiano, infatti, ci sono due
Santi di questo nome: ambedue Martiri, e ambedue soldati. Quello
di oggi, poi, ebbe anche una certa popolarità, almeno in
Oriente, dove si formò e si diffuse la sua leggendaria Passione.
Secondo questa, Mercurio avrebbe militato con onore sotto Decio
e Valeriano, quando questi due Imperatori - che in realtà non
regnarono mai insieme - pubblicarono il loro editto di
persecuzione.
Mercurio, che era giunto ad essere generalissimo dell'esercito,
si ricordò in buon punto di essere figlio di un cristiano, e di
essere stato battezzato con il nome simbolico di Filopatròs,
cioè " che ama il padre ".
Per amore del padre, e non soltanto dei padre terreno, colui che
i propri soldati chiamavano Mercurio si presentò così a
confessare la propria fede davanti al suo amico Imperatore.
Seguirono i ben noti supplizi e le sanguinose piaghe, che per
tre volte vennero risanate da un Angiolo, finché Mercurio venne
condotto a dorso d'asino in Cappadocia, cioè nella sua patria,
per essere decapitato.
Le sue reliquie favorirono prodigiose guarigioni e improvvise
conversioni. Ma fama ancora maggiore venne al Martire guerriero
dalla leggenda secondo la quale egli sarebbe stato, più di cent'anni
dopo, l'uccisore dell'Imperatore rinnegato, Giuliano l'Apostata.
Si sa dalla storia come Giuliano combattesse contro i Persiani,
ai confini orientali dell'Impero, e morisse nel corso di tali
combattimenti. La sua morte venne accolta come una liberazione
dagli innumerevoli cristiani perseguitati, i quali vollero
scorgere in quel tragico avvenimento la giusta punizione del
cielo.
Secondo i fedeli della Cappadocia, era stato proprio San
Mercurio, che nelle raffigurazioni appariva in veste di soldato,
a usare la sua lancia, per ordine divino, contro il petto
dell'Imperatore apostata!
Si tratta, naturalmente, soltanto di una leggenda: una seconda
leggenda, che si aggiunse a quella precedente sulla vita del
Santo soldato.
In realtà, nulla di storicamente certo si sa sul conto di questo
personaggio, creato quasi completamente dalla fantasia devota.
Di certo non c'è che l'antichità del suo culto, a Cesarea di
Cappadocia, il giorno 25 novembre. Il resto è fantasia, tanto
più cara ai fedeli orientali quanto meno probabile e verosimile. |